UN PO' DI STORIA SULLE DEVOZIONI A SAN GIUSEPPE -quinta parte-



IL MERCOLEDI'
IL "GIORNO" DI SAN GIUSEPPE



Per comprendere il "perchè" della consacrazione del mercoledì a San Giuseppe, occorre partire dal ciclo delle "Messe della settimana": i cristiani, fin dal II sec. d.C. celebravano la Domenica -in riferimento alla Pasqua- e due ferie ad essa collegate, il mercoledì e il venerdì -giorni della cattura e dell'uccisione di Gesù.

Mercoledì e venerdì furono quindi ben presto considerati come giorni di digiuno, ed in seguito (a partire dal IX sec. d.C.) i singoli giorni della settimana furono collegati con un mistero della salvezza, con una virtù o un santo.
Il mercoledì venne abbinato all'umiltà, alla grazia dello Spirito Santo, agli angeli, San Pietro e Sant'Ilario.
Prima del XVII sec. il nome di San Giuseppe non viene dunque legato a queste Messe settimanali.
Qualcosa cominciò a muoversi quando il sabato venne associato al ricordo "della Vergine Madre, di Anna e di Giuseppe".
Nel 1639, il gesuita Paul de Barry scrisse che era conveniente: "destinare un giorno la settimana per onorare in modo partiolarissimo san Giuseppe; il sabato sembra il più indicato di tutti, affinché egli sia servito congiutamente con la sua Sposa lo stesso giorno".

L'idea prese piede in svariati luoghi, grazie alla diffusione del testo di devozione al Santo, scritto proprio dal padre gesuita.

Contemporaneamente cominciò a diffondersi anche l'idea di ricordare particolarmente san Giuseppe il mercoledì.
Non se ne conosce la motivazione precisa, ma questa tendenza, continuata dopo il 1650, finì col diventare quella privilegiata, a partire dalla fine del XVII secolo ed in un crescendo continuo nel XIX e XX sec.

  • Innocenzo XII, accordò, nel 1695, alcune indulgenze ai membri della Conrfaternita di San Giuseppe che, il mercoledì, avessero visitato la chiesa dei Carmelitani scalzi di Bruxelles;
  • Benedetto XVI concesse, nel 1745, ai Carmelitani scalzi della provincia di Catalogna, di celebrare una Messa votiva solenne di San Giuseppe ogni mercoledì dell'anno;
  • Clemente XIV, nel 1772 autorizzò gli stessi religiosi, a celebrare una seconda Messa votiva solenne ogni mercoledì, in base alle esigenze dei fedeli;
  • Clemente XIII, nel 1762 e negli anni successivi, concesse delle indulgenze -sempre all'Ordine dei Carmelitani- per una novena di mercoledì in preparazione alla festa di San Giuseppe;
  • Pio VII, nel 1819, concesse un'indulgenza, per tutti i mercoledì dell'anno, a quanti avessero recitato, in quel giorno, la Pia Pratica dei Sette dolori e delle Sette allegrezze di San Giuseppe;
  • Leone XIII, nel 1883, con indulto generale del 5 luglio, nell'attribuire un tema particolare ad ogni giorno della settimana, consacrò il mercoledì come giorno della memoria di San Giuseppe, estendendo questo ricordo a tutta la Chiesa, con Messa votiva corrispondente.  Decisione ribadita anche dall Congregazione dei Riti, nel 1892.
  • Benedetto XV, con Motu proprio del 25 luglio 1920, emanato in occasione del 50° anniversario della proclamazione di San Giuseppe a patrono della Chiesa universale, riaffermò l'importanta dei mercoledì consacrati al Santo Patriarca.

Attualmente, il nuovo Messale Romano, pur contenendo la Messa votiva in onore di San Giuseppe, non la pone in stretta correlazione con il mercoledì (così come non associa a nessun giorno specifico della settimana, le altre Messe votive in onore di altri santi).
Tuttavia, in moltissimi luoghi, ancora oggi, il mercoledì, rimane il giorno consacrato a San Giuseppe.

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