DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE NELL'ORDINE CARMELITANO -La beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso



Il miracoloso quadro di San Giuseppe



Tra i beati della Famiglia Carmelitana, i cui membri coltivano una forte devozione a San Giuseppe, ve n'è una la cui storia è "miracolosamente" legata all'intervento del Padre Putativo di Gesù e ad un quadro che lo raffigura con il Divino Bambino fra le sue braccia. 

Si tratta di sr. Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso (Napoli,18 feb.1894-14 marzo 1948), beatificata nel 2008.



La vicenda di questa beata si intreccia con quella di sua sorella, anche lei monaca carmelitana e fondatrice di un nuovo monastero: quello ai Ponti Rossi di Napoli.
Non esageriamo dicendo che, senza San Giuseppe, forse oggi non avremmo questa nuova sede, nella quale visse e si immolò, operando tanto per le anime, la beata Giuseppina.

Un ringraziamento a Stefania de Bonis -carmelitana scalza secolare della fraternità dei "Santa Teresa e Giuseppe" ai Ponti Rossi di Napoli- che ci ha gentilmente fatto conoscere la storia della nascita del monastero, inviandoci il materiale che condividiamo con i lettori e gli amici del blog.

La storia della Beata Giuseppina e del quadro di San Giuseppe ci aiuti a credere sempre nei piani di Dio, vivendo la nostra fede in Lui con gioia e fermezza anche in mezzo alle difficoltà o alle apparenti "impossibilità" umane.




Buona lettura e buona Domenica a voi tutti, nel giorno in cui festeggiamo la Solenittà di Cristo Re dell'Universo e la conclusione dell'Anno della Fede.







SAN GIUSEPPE E IL MONASTERO CARMELITANO AI PONTI ROSSI (Napoli)



Un giorno di novembre del 1909, Antonietta Catanea pregava nella Chiesa di S. Teresa al Museo. 

Probabilmente si raccomandava al Signore, che intervenisse in qualche modo affinchè si potesse costruire un monastero carmelitano e cominciare la vita di clausura. 

Del resto era sua intima convinzione che fosse volontà di Dio, l’erezione a Napoli di un nuovo monastero delle Carmelitane Scalze.  

Era assorta, quando vide accanto a sé la figura di un monaca. 
Si presentò come la santa Madre Teresa e mise tra le mani di Antonietta del denaro chiedendole di recarsi in una bottega dove avrebbe trovano un quadro raffigurante san Giuseppe con il bambino fra le braccia. 
La monaca lo descrisse nei minimi particolare e prima di allontanarsi le disse: “Devi comprarlo”.


Dopo aver raccontato a p. Romualdo ocd, l’accaduto Antonietta si recò nella bottega con la
 sua sorella minore, Giuseppina. 
Era il 4 novembre 1909.


Tutto coincideva: il volto di Giuseppe, molto anziano; la mano del bambino che sembra giocare con la sua barba; le dimensioni del quadro e … il prezzo (esattamente la cifra datale da quella monaca in chiesa).


Il quadro viene portato a casa delle due giovani e lì, tutta la famiglia comincia a pregare questo grande santo. 
Anche p. Romualdo, in cuor suo, chiede.  
Non solo la grazia che qualcosa cambi, ma un segno affinché comprenda di essere su una strada che coincide con la volontà del Signore.


Il 29 novembre 1909 le giovani notano che il volto di San Giuseppe è coperto di sudore. Scivola fino ai piedini di Gesù. 

Viene chiamato p. Romualdo che raccomanda di essere discreti e prudenti. 
Passano diversi giorni e il prodigio si ripete. 
Non c’è dubbio: è il segno richiesto.

Inizia così la costruzione di quello che sarà il monastero dei santi Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi, in cui Antonietta entra come Sr. Maria Teresa di Gesù Bambino e Giuseppina, come Sr. Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, “la monaca santa”, beatificata il primo giugno 2008.


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