MEDITAZIONI SU SAN GIUSEPPE: dal Mese di Marzo di Bartolo Longo



Come è stato già scritto all'inizio del mese, il beato Bartolo Longo scrisse varie opuscoli dedicati a San Giuseppe, fra cui un MESE DI MARZO, libretto di meditazioni e preghiere per onorare il Santo Patriarca.
Proseguiamo nella pubblicazione di alcuni estratti da questo testo, utili per riflettere sulla grandezza di San Giuseppe e sulle sue qualità.



TENEREZZA DI SAN GIUSEPPE PER GESU'                                                                                                                      Giuseppe amava Gesù più che non amasse la sua Sposa, perché in Lui trovava infinito merito e somma bontà: e Gesù amava Giuseppe più che non lo amasse Maria, perché meglio di Lei ne conosceva le perfezioni.                                                   Se quanto ci narra la Veberabile Maria d'Agreda è vero, che il Bambino Gesù, nell'uscire dal seno materno nella grotta di Betlemme, aprendo i suoi occhi e portandoli sul santo Patriarca, ferì la sua bell'anima d'uno strale del suo santo amore, non è men vero che Giuseppe avrebbe preferito morir mille volte anziché guarire di tale ferita.                                                                                      Infatti, Giuseppe entrava ogni giorno di più nel Cuore di Gesù per le inesprimibili sollecitudini che egli aveva per Lui.                                                                                            Allorché Gesù, fuoco di sostanziale carità inviato quaggiù dal cielo, si nascondeva nel seno di Giuseppe suo padre, di quali ardori non lo infocava?
Quando Giuseppe sosteneva sulle braccia l'amore degli Angeli e degli uomini, e poggiava il suo cuore sul Cuore di Gesù, i suoi occhi sugli occhi, quale ardente amore non si accendeva nel suo petto?
Tu solo ci puoi dire, o Giuseppe, quanto fosse grande la dolcezza dei tuoi pensieri e quanto fosse profonda l'umiltà del tuo spirito, allorché il bambino Gesù ti chiamava suo buon padre, e tu lo chiamavi mio caro figlio
!
Qui erano i sentimenti del tuo cuore durante le intere notti che passavi accanto alla culla, ora dondolandola per addormentarlo, ora riposando il tuo capo sulla sua santissima umanità, mentre il suo Cuore divino vegliava.
Allora gustavi nella tua angusta e povera casa dell'esilio le delizie della conversazione di Gesù, conversazione senza noia ed amarezza, piena d'innocenti intime gioie.

Il nostro amore per il prossimo dev'essere simile a quello che Dio ha per noi; e l'amore che Dio ha per noi è affettivo: è quello che sollecita il suo cuore e dà il moto alla sua bontà per farci del bene.

Perciò il nostro amore per il prossimo non sarà vero, se non in quanto ci farà operare per il bene dei nostri simili, rendendo loro ogni sorta di servigi, ed anche offrendoci spontaneamente nei loro bisogno.
Sarà vero amore di carità il nostro, quando i mali del prossimo ci muovono perchè li consideriamo in Dio; e perché consideriamo che se quel buon Padre sembra talvolta abbandonare qualcuno dei suoi figli, é perché Egli conta su di noi per soccorrerli, e vuole così procurarci l'occasione di provargli la sincerità del nostro amore.
Preghiamo oggi per quei cuori sbaturati che non hanno compassione per chi soffre.
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