DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE NELLA FAMIGLIA FRANCESCANA: PADRE PIO DA PIETRELCINA E SAN GIUSEPPE -3a parte-
Prosegue
l'approfondimento della devozione a San Giuseppe nelle varie famiglie
religiose e nei santi, dedicando questo post ad un grande sacerdote
della famiglia francescana: Padre Pio.
Qui
è possibile leggere la seconda parte, in cui si erano dati alcuni cenni
sull'affetto spirituale che legeva il santo francescano al Padre
putativo di Gesù.
Nella
fraternità cappuccina di S. Giovanni Rotondo alla devozione di san
Giuseppe -non sappiamo se per l'influenza di P.Pio o per tradiizone-
veniva dedicato l'intero mese di marzo.
La
sera in chiesa si meditava sulle virtù del santo, seguendo un libretto
composto dal beato Bartolo Longo, che comprendeva una serie di
riflessioni, una al giorno, a cui seguivano un esempio, che metteva in
luce la protezione del padre putativo di Gesù verso chi lo aveva
invocato, una preghiera ed unfioretto, cioè un proposito di un'opera
buona da compiere.
Un canto, fatto di una serie di invocazioni, concludeva gli atti di omaggio e di venerazione.
Una
sera il coro femminile diretto da Maria Pyle rimase in silenzio, in
attesa che P.Pio uscisse ad aprire il tabernacolo, per fare la visita a
Gesù Sacramentato ed alla Madonna.
Il Padre disse ad uuno che gli stava vicino: "Vai a dire loro di cantare le litanie a san Giuseppe".
Il
19 del mese poi, ricorrendo la festa del santo, si teneva un'ora di
adorazione innanzi a Gesù Sacramentato, solennemente esposto, ed
officiava P.Pio.
Quando-
per motivi che non consciamo- questa tradizione venne meno, il Padre
continuò in privato ad onorare san Giuseppe nel mese a lui consacrato.
Di ciò abbiamo varie testimonianze.
P. Gugliemo Gattiani, cappuccino di venerata memoria, rimase colpito dalla devozione che il Padre aveva per san Giuseppe.
Racconta:
"Una sera ero nella cappellina privata del convento, qunado giunse
P.Pio accompagnato da un confratello, che gli porse il libretto di
Bartolo Longo; egli lo prese e lesse con attenzione la meditazione del
giorno. Era il 13 marzo".
Pietro
Cugino, il cieco che vedevamo spesso accanto al Padre, ci dice che
durante il mese di marzo, dopo la piccola ricreazione serale, P.Pio,
ritiratosi nella celletta n.5, lo pregava di sedersi, perchè lui si
"doveva fare il mese di san Giuseppe".
Scrive una figlia spirituale: "Una delle devozioni maggiormente raccomandate da P.Pio era quella del mese di san Giuseppe, per cui tutti gli anni, sia in chiesa che in privato, a casa, non mancavamo mai di praticarla.
E, per soddisfare ad un fioretto...per la festa del grande Patriarca si faceva sempre un pranzo a tre poveri, in onore della Sacra Famiglia.
Così, mentre nel salone del Terz'Ordine Francescano si dava il pranzo ad oltre 100 persone...a casa lo davamo ad un uomo, ad una donna e ad un bambino poveri".
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