NELLA BOTTEGA DI SAN GIUSEPPE (di don Giulio Gallerani) - seconda parte

LA PARTENZA: 

per aprire la porta ed entrare nella bottega... 

“Se non perdonerete DI CUORE” (Mt 18, 35) 

“Non c’è delusione per coloro che confidano in te, ora ti seguiamo  

CON TUTTO IL CUORE, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto” 

(Dn 3,40-41)



Gesù per trent'anni su trentatré ha semplicemente guardato e imparato da San Giuseppe, suo padre spirituale, e così noi possiamo per nove giorni imparare, lasciarci guidare, lasciarci mettere a cavalcioni sulle spalle (come nell'immagine di Cotignac) da San Giuseppe: San Giuseppe è il padre spirituale di ogni anima!  

Lasciamoci allora portare da San Giuseppe, come piccoli “bambini Gesù”: ci insegnerà a camminare verso l’alto, e più ci faremo piccoli, più “staremo” in alto! Entriamo “virtualmente” nella bottega di San Giuseppe, partecipiamo della vita nascosta della Sacra Famiglia, gustiamone i segreti e gli insegnamenti. 

Ogni cammino, per mettersi in moto, ha bisogno di almeno due passi: i primi due passi, sono quelli necessari e decisivi... Il primo passo da fare, per aprire la porta della Bottega ed entrare anche noi, è un passo in salita, lo stesso che compie il San Giuseppe raffigurato nella statuina di Cotignac: PERDONARE.  

Come? RICONOSCENDOCI PERDONATI. Ancora meglio: riconoscendo il  mio peccato (...e più ne riconosco, di peccati, meglio è!), accusarmi, e sentirmi così profondamente perdonato ed amato da Dio. Quando uno si sente così perdonato… non può che perdonare anche gli altri!  

È il primo passo della vita spirituale: sentirsi amati, per amare. Scoprirci peccatori, quindi tanto perdonati, quindi tanto capaci di perdonare. 

Il secondo passo. “Se non perdonerete DI CUORE ”(Mt 18,35) vuol dire rientrare dentro noi stessi, riprenderci in mano, ricontattare il cuore e con il cuore fare il passo di perdonare, perché sappiamo di essere tanto perdonati.  Azaria, durante la cattività babilonese, mentre si trovava nel fuoco della fornace ardente, eleva al cielo una preghiera di pentimento e insieme di grande fiducia in Dio (cfr Dn 3, 25.34-43): riconosce di non avere più nulla (“siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati”), ma sente anche il perdono di Dio (“non c’è delusione per coloro che confidano in te, ora ti seguiamo CON TUTTO IL CUORE, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto. Fa con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia”).  

Il cammino della vita spirituale comincia da questo: da chi smette di guardarsi attorno (“è colpa degli altri!”) e dice: “Mi metto in gioco io, inizio a cambiare dal di dentro, voglio lavorare a partire da me stesso, cambiare la mia anima - non il mondo, non gli altri”. Il cammino dell’anima parte quando dichiaro: “Signore, non ho più nulla da donarti, ti offro solo il mio cuore contrito e umiliato”; allora, quello che faccio lo faccio a partire da me stesso e dalla mia anima, perdonando di cuore -per la salvezza mia e del mondo intero!

FONTE: Il Timone

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