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NELLA BOTTEGA DI SAN GIUSEPPE (di don Giulio Gallerani) - terza parte

L’ASCOLTO: 

il nostro rapporto con la Parola di Dio... 

“La Parola di Dio CORRE VELOCE” (Salmo 147) 

“Chi trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e INSEGNERÀ agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli”

(Mt 5,17-19) 



San Giuseppe ha insegnato a Gesù ad ascoltare e mettere 
in pratica la Parola di Dio, e così oggi lo insegna anche a noi, perché chi vuole avanzare nella vita spirituale, deve innanzitutto imparare ad ascoltare e a mettere in pratica la Parola di Dio, che ha tre caratteristiche.  

Prima di tutto: la Parola di Dio “corre veloce” (cfr. Sal 147). Non sopporta lentezze, né ritardi, né esitazioni; si deve vivere con fervore, in un correre veloce dal punto di vista interiore, perché è un fuoco che non può aspettare né indugiare. 

Secondo: la Parola di Dio chiede di essere totalmente vissuta. “O tutto, o niente”, compresi i minimi particolari della Legge: Gesù chiede tutto (“chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli”, cfr Mt 5, 17-19).  

Terzo modo di camminare seguendo la Parola di Dio: insegnarla agli altri (“chi li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”). La Parola di Dio si vive donandola agli altri, vivendo per gli altri. 

Tutto quello che abbiamo detto, San Giuseppe lo ha messo in pratica… nella sua bottega da falegname.  
Primo aspetto: nella bottega si lavorava intensamente, senza soste, non si poteva perdere tempo.   
Secondo: Giuseppe doveva stare attento ai minimi particolari, perché nella lavorazione del legno, se sbagli anche solo di un millimetro, non si incastra più nulla. Tutto deve essere forte per resistere, e la resistenza di un manufatto è la resistenza della sua parte più piccola: ci vuole attenzione ai dettagli, nella bottega di un falegname! 
Infine (terzo punto), nella bottega di San Giuseppe si lavorava per gli altri: Gesù ha visto suo padre fare tutto per gli altri, e così Gesù ha imparato a fare tutto per il Padre, e per la salvezza di tutte le anime. 
Nell’apparizione di Cotignac, al pastore Gaspard che aveva sete e non riusciva a sollevare un masso che impediva l’accesso alla fonte, San Giuseppe disse: “ce la farai!” Nella Bibbia, l’acqua rappresenta la Parola di Dio, e il masso che ci impedisce di attingere all’acqua sono le lentezze, le esitazioni, il continuo distrarsi, i compromessi, il perdere tempo…il fare le cose per me stesso, e non per gli altri, e farle non in modo “intero”, integrale. Anche noi “ce la potremo fare” se impareremo da Giuseppe: a correre velocemente lungo la strada della Parola di Dio (senza perdere tempo), a non scendere a compromessi nell’obbedire, e a farlo per gli altri e per la salvezza eterna di tutte le anime!

FONTE: Il Timone

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«SONO GIUSEPPE: SOLLEVA QUELLA PIETRA E POTRAI BERE». APPARIZIONE DEL SANTO A COTIGNAC

(Gabriele Cantaluppi, La Santa Crociata in onore di San Giuseppe, luglio-agosto 2021, p.18-19)



Cotignac, è attualmente un comune di poco più di duemila abitanti, al sud della Francia nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzuzza ed è l'unico luogo al mondo, dove la Chiesa riconosce che si sono verificate due apparizioni della Vergine Maria ed una di san Giuseppe, l'unica ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa.
La Madonna è apparsa con il Bambino Gesù sul monte Verdaille nel 1519, attorniata dall'arcangelo Michele e da san Berbardo: è venerata nella locale basilica della Madonna delle Grazie.

Nel secolo successivo fu la volta di san Giuseppe, che apparve lunedì 7 giugno 1660, sul Monte Bessillon, nei pressi del villaggio.

Gaspar Ricard, un pastore di ventidue anni, stava pascolando le sue pecore, quando, verso mezzogiorno si era seduto sotto l'ombra di un leccio per riposare. Finita l'acqua della borraccia, era assetato e con lui il gregge; ma senza poter bere per l'aridità del luogo. Ad un tratto gli apparve un uomo di imponente statura che gli indicò una pietra e gli disse: «Sono Giuseppe, solleva quella pietra e potrai bere!». Il giovane era riluttante per la pesantezza del masso, ma il venerabile vegliardo, come tramandano i racconti dell'epoca, ripete il suo ordine.
Gaspar riuscì a spostarlo e subito cominciò a zampillare una fonte di acqua fresca. Approfittò subito di bere avidamente ma, quando si girò, l'apparizione era scomparsa.
Tre ore dopo l'avvenimento, in un luogo che tutti conoscevano come privo di sorgenti, scorreva acqua in abbondanza.
Portata la notizia in paese, iniziò subito l'afflusso di pellegrini che aumentavano di giorno in giorno. Da ogni parte della provincia e dalle zone circostanti giungevano pellegrini e ammalati, che tornavano alle loro case guariti o consolati. Poco dopo gli avvenimenti, il Papa Alessandro VII (1655-1667) riconobbe l'apparizione. 
Il vescovo della diocesi di Fréjus, a cui apparteneva il luogo, affidò la cura pastorale ai Preti Oratoriani, che si installarono in un piccolo convento, costruito poco dopo, 
assumendo il titolo di "Confraternita di Gesù, Giuseppe e Maria".
Il 9 agosto successivo gli abitanti cominciarono a costruire una cappella, inaugurata nel 1663 alla quale ne seguì una seconda, più ampia. La Rivoluzione Francese, sopprimendo gli Ordini Religiosi, allontanò anche gli Oratoriani. Solo nel 1975, in occasione dell'Anno Santo, l'antico convento dei religiosi riprese a vivere e vide sorgere, accanto all'antico "Conventino", una grande "Abbazia" intitolata a san Giuseppe e che ospita Monache Benedettine di clausura. La "Fonte" di san Giuseppe non è mai inaridita, resta ben visibile al termine della strada, a fianco del Santuario.
Luigi XIII, salito al trono di Francia nel 1610, dopo vent'anni di matrimonio con la consorte Anna d'Austria, non aveva ancora figli e la mancanza di un erede rappresentava un problema politico. Il 27 ottobre 1637 un religioso parigino, frère Fiacre de Sainte-Marguerite, avrebbe avuto una visione, nella quale la Madonna chiedeva la recita di tre pubbliche novene, una delle quali nella Chiesa di Notre-Dame de Graces, a Cotignac, perché la regina potesse avere un figlio. Il re autorizzo le novene e, nove mesi dopo, il 5 settembre 1638, Luigi XIV nacque a Saint-Germain-en-Laye. Il 20 febbraio 1660 si era recato a Cotignac per ringraziare la Madonna delle Grazie, pochi mesi prima dell'apparizione di san Giuseppe. Fu lui, il 10 marzo 1661, a decretare che in Francia quel giorno fosse considerato festivo.
A seguito di questa decisione regale crebbe non poco in tutta la Francia la devozione e il culto a san Giuseppe. Ma si dovrà aspettare Pio IX che l'8 dicembre 1870, con il decreto Quemadmodum Deus affiderà la Chiesa alla protezione di san Giuseppe e lo proclamerà "Patrono della Chiesa universale".
Da alcuni anni il santuario è diventato anche meta di numerose coppie di sposi, che vanno a trarre forza e vitalità spirituale meditando gli esempi della Santa Famiglia. 

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LA GRANDE PROMESSA DI SAN GIUSEPPE (preghiera)


All'origine di questa preghiera sta quanto racconta fra’ Giovanni da Fano (1469-1539), fra i promotori della riforma che originò il nuovo ramo francescano dei Cappuccini, Egli aveva infatti appreso da un frate Minore dell’Osservanza che San Giuseppe, dopo aver salvato da sicura morte per naufragio due frati del suo stesso ordine, così si era loro rivolto: “Io sono San Giuseppe, degnissimo Sposo della Beatissima Madre di Dio, al quale tanto vi siete raccomandati…”. “Qualunque persona che dirà ogni giorno, per tutto un anno, 7 Padre nostro e 7 Ave Maria a riverenza dei sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia, purché sia giusta (ossia conveniente)”.

 

1. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine. Assistimi paternamente in vita e in morte
Padre Nostro, Ave Maria.

2. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

3. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasioni della circoncisione di Gesù Bambino. Assisti m i paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

4. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

5. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

6. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dei ritorno dall’Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

7. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

 

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SANT'ALFONSO MARIA DE' LIGUORI: UN APOSTOLO DELLA DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE - prima parte

"SETTENARIO DI MEDITAZIONI IN ONORE DI SAN GIUSEPPE"
(Bruno Capparoni in La Santa Crociata in onore di San Giuseppe - marzo 2021, pp. 8-9)

Don Guanella nel 1914 scriveva al redentorista p. Claudio Benedetti: "Mi ho come presente il S. Alfonso Benedetto e le sue opere e i libri snti, e mi sento émpito di desiderio di ottenere anche a noi tutti, miserelli della Casa della Provvidenza, un raggio di luce e di calore che infiammò tanto l'animo di questo provvidenziale apostolo dei figli e delle genti del popolo" (E 351).
Siamo totalmente d'accordo con don Guanella nell'affermare che s. Alfondo Maria de' Liguori (1696-1787) è stato ed è tuttora apostolo provvidenziale di devozione autentica per la pietà dell'umile popolo cristiano.
Nel 1758, mentre era in pieno svolgimento la missione di sant'Alfonso tra la povera gente della Campania, egli diede alle stampe il "Settenario di meditazioni in onore di S. Giuseppe per li sette giorni precedenti alla sua festa" e tale fu l'accoglienza riservata a questo libretto dai devoti che nello spazio dei successivi 25 anni ne apparvero ben 14 edizioni.
Lo stile di s. Alfonso comunicava (e comunica) dolcezza di pietà, devozione e fervore. Egli non cade mai in inopportune esagerazioni, ma nutre le persone semplici con il solido alimento della fede e della preghiera. Le poche linee che trascriviamo di seguito ne sono una prova evidente.
A Napoli, dove s. Alfonso operava come missionario popolare prima di diventare nel 1762 vescovo di Sant'Agata dei Goti, la devozione a s. Giuseppe era largamente diffusa e il popolo accorreva alle numerose chiese dedicate al Santo Patriarca. Era tradizione di celebrare solennemente i sette mercoledì precedenti alla festa del 19 marzo; da qui l'origine di questo Settenario, che accompagnava la meditazione dei semplici e ne infiammava il cuore.


ANTOLOGIA
Premessa
[...] Specialmente ogni fedele (dovendo ognuno morire) deve esser devoto di s. Giuseppe, al fine di ottenere una buona morte. [...] S. Giuseppe anche in riguardo all'assistenza fattagli da Gesù e da Maria nella sua morte, ha il privilegio d'impetrare una santa e dolce morte a' suoi servi. Onde egli invocato da loro in morte verrà a confortarli, apportando loro con sé anche l'assistenza di Gesù e di Maria. Di ciò ve ne sono molti esempi.
[...] Un certo mercante della città di Valenza soleva ogni anno nel giorno di Natale invitare a mensa un vecchio ed una donna che allattasse un bambino, in onore di Gesù, Maria e Giuseppe. Questo devoto apparve dopo la sua morte a chi pregava per lui e gli disse che, nell'ora del suo passaggio, furono a visitarlo Gesù, Maria e Giuseppe, e gli dissero: "Tu in vita ci ricevesti in persona di quei tre poveri in casa tua; ora siamo venuti per riceverti in casa nostra". E ciò detto, l'avevano condotto in paradiso. (S. Alfonso de' Liguori, Opere ascetiche, X, Roma 1968, pp. 328-331)

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L'APPARIZIONE DI SAN GIUSEPPE A COTIGNAC (1660)


Riportiamo un post pubblicato sul blog "Chiamatiallasperanza", dedicato alle (purtroppo) poco note apparizioni di San Giuseppe a Cotignac (Francia)



Normalmente non si parla spesso delle apparizioni di San Giuseppe.
Poche quelle di cui si abbia memoria, poche quelle riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, ma importantissime, se si considerano alcuni meravigliosi "sigilli" mariani che paiono siglare il ruolo del Santo nella Sacra Famiglia.

L'esempio più eclatante -e forse più noto- è legato a Fatima.
L'ultima apparizione della Vergine si conclude infatti con la presenza di San Giuseppe col Bambino, entrambi in atto di benedire il mondo.

Ma anche in altre delle apparizioni ufficialmente riconosciute è presente un certo "stampo" mariano, un parallelo con le più numerose "presenze" della Vergine Maria.
Esse ci indicano un elemento fondamentale nella devozione a San Giuseppe:

a Gesù per Maria,

a Maria per Giuseppe.

Il ruolo di Giuseppe non è "scisso" da quello degli altri due membri della Sacra Famiglia.
Occorre ricordare sempre che fra i tre vi è una unione strettissima ed unica, tanto da fare, della Sacra Famiglia, un modello "umano" della Famiglia Trinitaria Divina!

San Giuseppe con Bambino-Cotignac
Il materiale che oggi condividiamo con voi vuole evidenziare questo stupendo parallelo mariano nelle apparizioni del Santo Patriarca.

La Sacra Famiglia benedica tutti i lettori del blog e li custodisca nel suo amore purissimo!


L'APPARIZIONI DI SAN GIUSEPPE: COTIGNAC (1660)

(riportiamo il racconto delle apparizioni così come descritto sul sito ufficiale del Santuario di Nostra Signora delle Grazie- San Giuseppe, a Cotignac- Francia e -come breve introduzione- un interessante, breve scritto che dimostra la connessione mariana alle apparizioni giuseppine in questo angolo di Provenza.

La stessa narrazione degli eventi, in realtà, ci proietta già in una dimensione "mariana": come non pensare a quell'invito che la Vergine Maria a Lourdes, due secoli più tardi, rivolgerà a Bernardette Soubirous? 
Prodigi di un Dio che, come ci ricorda spesso Papa Francesco, ci stupisce sempre!

La traduzione dei testi è a cura dei gestori del blog)



Il monastero delle monache benedettine a Cotignac, edificato sul luogo delle apparizioni di S. Giuseppe

Cotignac, Francia

La Madonna delle Grazie è una Chiesa cattolica che si trova a Cotignac nel Var.
Cotignac è un luogo unico al mondo poiché la Chiesa riconosce che qui si sono verificate due apparizioni della Vergine Maria ed una di san Giuseppe.

 La Vergine Maria è apparsa con il Bambino Gesù, sul monte Verdaille, nel 1519, attorniata dall’arcangelo Michele e da San Bernardo.

Un secolo più tardi, nel 1660, san Giuseppe appare sul monte Bessillon.  
Maria invitava a venire in processione per ricevere le grazie che lei vi avrebbe concesso. San Giuseppe indicò a un pastore una fonte, acqua viva che è ancora oggi sorgente di benedizioni.
Sono numerosi coloro che sono venuti a testimoniare le grazie ricevute in questo luogo, in particolare il dono della vita. 
Un pellegrino illustre, il re Luigi XIV, è venuto a Cotignac a ringraziare la Madonna per il dono della nascita.

Oggi, l’accoglienza pastorale ed il ritmo quotidiano della preghiera sono assicurati dai fratelli della comunità San Giovanni.
"La giornata si annuncia calda.
Un giovane pastore provenzale, di Cotignac, Gaspard Ricard, di 22 anni, ha condotto il suo gregge sul versante est del monte Bessillon.
Verso le tredici, il caldo è intenso.
Assetato, il giovane si stende sul suolo roccioso, quand'ecco, improvvisamente, apparire accanto a lui un uomo di imponente statura che, indicandondo un masso, dice al ragazzo:

"IO SONO GIUSEPPE, SOLLEVALO E BERRAI".

La pietra è pesante; otto uomini potrebbero appena spostarla; come farà, Gaspard, a sollevarla da solo?
Ma il venerabile vegliardo, come tramandano i racconti dell'epoca, ripete il suo ordine.
Il pastore obbedisce, spostando la roccia, e scopre una sorgente di acqua fresca che comincia a zampillare.
Vi beve immediatamente, con avidità.
Quando si rialza, l'apparizione è già scomparsa.
Senza attendere nemmeno un istante, va a portare la notizia al villaggio, e i curiosi arrivano sul posto.
Tre ore dopo l'avvenimento, in un luogo che tutti conoscevano come privo di sorgenti, scorre acqua in abbondanza.
San Giuseppe viene così messo in luce nella Chiesa e in Francia: 
 "E' tutto. Niente di più semplice, niente di più povero che questa apparizione...come il Vangelo", commentava Mons. Gilles Barthe, nella sua lettera pastorale del 14 febbraio 1971.
 L'acqua è il segno, così essenziale della nostra fede, della rigenerazione e della nuova vita scaturita per noi dalla Pasqua di Cristo.
Qui viene messo in luce il RUOLO POTENTE D'INTERCESSIONE di San GIUSEPPE.
San Giuseppe, unito alla Vergine Maria in tutti i piani eterni della Provvidenza divina, che Dio vuole vedere associato alla sua sposa nella preghiera e nel cuore dei cristiani, specialmente nella vita delle famiglie.
I fatti sono documentati da un'abbondanza di fonti, ben conservate.

Il Santuario di San Giuseppe fu consacrato nel 1663".



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