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DEVOZIONE DEI SANTI A SAN GIUSEPPE IN DON BOSCO - terza parte: pensieri scelti-






"Con la devozione a Gesù e Maria, deve essere praticata anche la devozione al glorioso Patriarca S. Giuseppe: infatti, dopo Gesù e Maria, Egli è il santo più di tutti si merita la nostra devozione e il nostro amore per la sublime dignità.






San Giuseppe, avendo avuta l'invidiabile sorte di morire assistito da Gesù e Maria, viene dato per Protettore dei moribondi.
Manifestiamo durante la nostra vita devozione a S. Giuseppe, per averlo in aiuto nel momento della morte.





Ciò che deve raddoppiare la nostra confidenza in S. Giuseppe sia la ineffabile carità per noi.
Gesù, facendosi suo figlio, gli mise in cuore un amore più tenero di quello del migliore dei padri". 
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DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE IN DON BOSCO -seconda parte-




STRALCI DALLA


VITA DI S. GIUSEPPE SPOSO DI MARIA SS. 

PADRE PUTATIVO DI GESU' CRISTO




a cura di don Bosco





Capo I. 

Nascita di s. Giuseppe. 

Suo luogo nativo.



S. Giuseppe era un uomo giusto.  S. MATT. cap. 1, v. 19.


            A due leghe circa da Gerusalemme sulla vetta d'un colle, il cui terreno rossastro è cosparso di oliveti, sorge una piccola città celebre per sempre a cagione della nascita del bambinello Gesù, la città di Betlemme, da cui la famiglia di Davide traeva la sua origine. 
In questa piccola città nasceva colui che negli alti disegni di Dio doveva diventare il custode della verginità di Maria, ed il padre putativo del Salvatore degli uomini.

            
I genitori gli diedero il nome di Giuseppe che significa aumento, quasi per farci intendere, che egli fu accresciuto dei doni di Dio e a dovizia ricolmato di tutte le virtù sin dalla nascita.

            
Due Evangelisti ci tramandarono la genealogia di Giuseppe
Suo padre aveva nome Giacobbe al dire di s. Matteo, e secondo s. Luca si chiamava Eli; ma la più comune e la più antica opinione si è quella che ci fu tramandata da Giulio Africano che scrisse sullo scorcio del secondo secolo dell'era cristiana. 
Giusta quanto gli era stato riferito dai parenti stessi del Salvatore, egli ci dice che Giacobbe ed Eli erano fratelli e che Eli essendo morto senza figli, Giacobbe ne aveva sposata la vedova siccome era prescritto dalla legge di Mosè, e da questo matrimonio nacque Giuseppe.

            
Della stirpe reale di Davide, discendenti da Zorobabele che ricondusse il popolo di Dio dalla cattività di Babilonia, i genitori di Giuseppe erano assai decaduti dall'antico splendore dei loro antenati in quanto all'agiatezza temporale.  
Se si pon mente alla tradizione, suo padre era un povero operaio che si guadagnava il cotidiano sostentamento col sudore della sua fronte. 
Ma Iddio che rimira non la gloria che si gode in faccia agli uomini, ma il merito della virtù agli occhi suoi, lo scelse per custode del Verbo disceso sopra la terra. 
D' altronde la professione di artigiano, che in se ha nulla di abbietto, era in grande onore presso il popolo d'Israele. 
Anzi ciascun Israelita era artigiano, ogni padre di famiglia, qualunque fosse la sua fortuna e l'altezza del suo grado, era obbligato a far imparare un mestiere al figliuolo a meno che, diceva la legge, ne avesse voluto fare un ladro.

            
 Ben poche cose noi sappiamo circa l'infanzia e la gioventù di Giuseppe. 
[...] noi costretti a cercare nel Vangelo quelle poche parole che qua e là ci lasciò sparse lo Spirito Santo intorno a Giuseppe. 
[...] riflettendo sulle parole del Vangelo noi troviamo appropriato a s. Giuseppe il più bello elogio che possa essere fatto di una creatura.  
Il santo libro si contenta di dirci che era un uomo giusto.  
[...]Giuseppe era un uomo giusto ed in grazia di questa giustizia egli doveva esser giudicato degno del sublime ministero di padre putativo di Gesù.

            
I suoi pii genitori ebbero cura di educarlo alla pratica austera dei doveri della religione Giudaica.  
[...] se è vero che la beltà morale si rifletta sull' esteriore, bastava dar uno sguardo alla cara persona di Giuseppe per leggere sui suoi lineamenti il candore dell' anima sua. 
Secondo ciò che ne tramandarono scrittori autorevoli il suo viso, la sua fronte, i suoi occhi, l'insieme tutto del suo corpo spiravano la più dolce purità e lo facevano rassomigliare ad un angelo disceso sopra la terra.
 
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DEVOZIONE A SAN GIUSEPPE IN DON BOSCO -prima parte-




Don Bosco soleva dire:

 « Non avviene mai che io chieda una grazia a S. Giuseppe, 
che non l'ottenga!»



Don Bosco fu grande devoto del nostro Santo Patriarca (ne trovate accenni anche a questo link) e nel 1867 pubblicò una "Vita di S. Giuseppe", in cui aveva raccolto materiale proveniente sia dai Vangeli che dagli scritti già in circolazione sul Santo.
Il volume si compone di 22 capitoli, cui fa seguito una breve raccolta di preghiere indirizzate al Padre Putativo di Nostro Signore.

Il blog ne offre alcuni brani selezionati e invita tutti ad andare a Giuseppe con la stessa fiducia di don Bosco!

Nell'opera compaiono alcuni termini ormai caduti in disuso: ciò non le toglie però l'agevolezza di lettura e soprattutto non deve far dimenticare l'importanza che ebbe a suo tempo.
Gli scritti antichi su San Giuseppe erano infatti non di facile accessibilità a tutti, soprattutto alle persone più giovani e di scarsa cultura.
Lo stesso don Bosco, nell'introduzione, ne fa cenno in maniera esaustiva.
Il Santo salesiano ebbe il pregio, nel suo impegno per la diffusione della buona stampa cattolica, di contribuire alla risoluzione di questo problema, curando quello che si potrebbe definire il "Bignami di San Giuseppe".

Augurandoci quanto riporta lo stesso don Bosco in calce alla pagina introduttiva, vi auguriamo una buona lettura.

Il testo integrale dell'opera potete reperirlo sul sito donboscosanto.












STRALCI DALLA


VITA DI S. GIUSEPPE SPOSO DI MARIA SS. 

PADRE PUTATIVO DI GESU' CRISTO




a cura di don Bosco
 


Prefazione


 [...] Le difficoltà che s'incontrano di trovare negli antichi scritti i fatti particolari della vita di questo santo deve minimamente diminuire verso di lui la nostra stima e venerazione; anzi nello stesso sacro silenzio di cui è circondata la sua vita noi troviamo qualche cosa di misterioso e di grande. 
S. Giuseppe aveva ricevuto da Dio una missione tutta opposta a quella degli apostoli.
Questi avevano per incarico di far conoscere Gesù; Giuseppe doveva tenerlo celato; quelli dovevano essere fiaccole che lo mostrassero al mondo, questi un velo che lo coprisse. 
Quindi Giuseppe non era per se, ma per Gesù Cristo.

Era adunque nell' economia della Divina Provvidenza che s. Giuseppe si mantenesse oscuro mostrandosi solamente quanto era necessario per autenticare la legittimità del matrimonio con Maria, e sgombrare ogni sospetto sopra quella di Gesù. 
Ma quantunque non possiamo penetrare nel Santuario del Cuor di Giuseppe ed ammirare le maraviglie che Iddio ha in esso operato, tuttavia noi argomentiamo che per la gloria del suo Divin pupillo, per la gloria della sua sposa celeste, doveva Giuseppe riunire in se stesso un cumulo di grazie e di doni celesti.

Siccome la vera perfezione cristiana consiste nel comparire tanto grandi davanti a Dio quanto più piccoli avanti agli uomini, s. Giusepppe, che passò la sua vita nella più umile oscurità, si trova in grado di fornire il modello di quelle virtù che sono come il fiore della santità, la santità interiore.


S. Giuseppe è riconosciuto universalmente ed invocato come protettore dei moribondi, e ciò per tre ragioni: 

per l'impero amoroso che egli ha acquistato sopra il Cuor di Gesù, giudice dei vivi e dei morti e suo figliuolo putativo; 

per la potenza straordinaria di cui Gesù Cristo lo ha insignito di vincere i demoni che assalgono i moribondi, e ciò in ricompensa d'averlo il santo salvato un tempo dalle insidie di Erode; 

pel sublime onore di cui godette Giuseppe d' essere stato assistito in punto di morte da Gesù e da Maria. 
Qual nuovo importante motivo per infervorarci nella sua divozione?


Bramosi pertanto di porgere ai nostri lettori i principali tratti della vita di s. Giuseppe abbiamo cercato fra le opere già pubblicate qualcheduna che servisse allo scopo. 
Molte da alcuni anni videro la luce, ma o per essere troppo voluminose o troppo aliene per la loro sublimità dallo stile popolare, oppure scarse di dati storici perchè scritte collo scopo di servir di meditazione più che d'istruzione, non tornavano a nostro proposito.  
Noi qui adunque abbiamo raccolto dal Vangelo e da alcuni de' più accreditati autori le principali notizie intorno alla vita di questo santo, con qualche opportuno riflesso dei santi Padri.

La veracità del racconto, la semplicità dello stile, l' autenticità delle notizie renderanno, speriamo, gradita questa tenue fatica. 
Se la lettura di questo libretto servirà a procurare al casto sposo di Maria anche un solo divoto di più noi ci terremo già abbondantemente appagati.



Per la Direzione
Sac. BOSCO GIOVANNI

 
 
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