L’ASCOLTO:
il nostro rapporto con la Parola di Dio...
“La Parola di Dio CORRE VELOCE” (Salmo 147)
“Chi trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e INSEGNERÀ agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli”
(Mt 5,17-19)
San Giuseppe ha insegnato a Gesù ad ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio, e così oggi lo insegna anche a noi, perché chi vuole avanzare nella vita spirituale, deve innanzitutto imparare ad ascoltare e a mettere in pratica la Parola di Dio, che ha tre caratteristiche.
Prima di tutto: la Parola di Dio “corre veloce” (cfr. Sal 147). Non sopporta lentezze, né ritardi, né esitazioni; si deve vivere con fervore, in un correre veloce dal punto di vista interiore, perché è un fuoco che non può aspettare né indugiare.
Secondo: la Parola di Dio chiede di essere totalmente vissuta. “O tutto, o niente”, compresi i minimi particolari della Legge: Gesù chiede tutto (“chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli”, cfr Mt 5, 17-19).
Terzo modo di camminare seguendo la Parola di Dio: insegnarla agli altri (“chi li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”). La Parola di Dio si vive donandola agli altri, vivendo per gli altri.
Tutto quello che abbiamo detto, San Giuseppe lo ha messo in pratica… nella sua bottega da falegname.
Primo aspetto: nella bottega si lavorava intensamente, senza soste, non si poteva perdere tempo.
Secondo: Giuseppe doveva stare attento ai minimi particolari, perché nella lavorazione del legno, se sbagli anche solo di un millimetro, non si incastra più nulla. Tutto deve essere forte per resistere, e la resistenza di un manufatto è la resistenza della sua parte più piccola: ci vuole attenzione ai dettagli, nella bottega di un falegname!
Infine (terzo punto), nella bottega di San Giuseppe si lavorava per gli altri: Gesù ha visto suo padre fare tutto per gli altri, e così Gesù ha imparato a fare tutto per il Padre, e per la salvezza di tutte le anime.
Nell’apparizione di Cotignac, al pastore Gaspard che aveva sete e non riusciva a sollevare un masso che impediva l’accesso alla fonte, San Giuseppe disse: “ce la farai!” Nella Bibbia, l’acqua rappresenta la Parola di Dio, e il masso che ci impedisce di attingere all’acqua sono le lentezze, le esitazioni, il continuo distrarsi, i compromessi, il perdere tempo…il fare le cose per me stesso, e non per gli altri, e farle non in modo “intero”, integrale. Anche noi “ce la potremo fare” se impareremo da Giuseppe: a correre velocemente lungo la strada della Parola di Dio (senza perdere tempo), a non scendere a compromessi nell’obbedire, e a farlo per gli altri e per la salvezza eterna di tutte le anime!
FONTE: Il Timone

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