Per la novena a San Giuseppe, quest'anno mediteremo sull'aspetto del silenzio, che tanto ha connotato la sua vita e la sua missione.
Affidiamoci al santo patriarca, perché ci insegni a essere, come lui, persone capaci di fare spazio a quel silenzio che non è "vuoto", ma pienezza, capacità di ascolto, accoglienza, operosità.
Buona novena a tutti!
Invochiamo l'intercessione di s. Giuseppe
O Dio onnipotente,
che hai voluto affidare
gli inizi della nostra redenzione
gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
per sua intercessione
concedi alla tua Chiesa
di cooperare fedelmente
al compimento dell'opera di salvezza.
AMEN
Giuseppe: colui che legge i segni del tempo
L’ultimo episodio in cui Giuseppe compare nei Vangeli dell’infanzia è il ritorno dall’Egitto, dove Giuseppe si mostra capace di leggere i “segni dei tempi”. Nel racconto c’è un triplice dirottamento della sua famiglia da parte di Giuseppe:
“Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea andò ad abitare in una città chiamata Nazareth”. (Mt 2,19-21)
Avviene un triplice dirottamento, prima verso Israele, poi in Galilea e, infine, a Nazareth. Quindi in certo modo Giuseppe legge i segni della storia, che non sono subito chiari. Nel testo per tre volte si ripete la particella “εἰς”, per indicare una triplice correzione della direzione di ritorno: Israele, la Galilea e, infine, Nazareth. Giuseppe è colui che è capace di leggere i segni dei tempi, di comprendere quando ci sono i pericoli, gli eventi, le opportunità sul cammino, che porta al paese dove si è generati alla vita in formato adulto.
(Meditazione di Mons. Franco Giulio Brambilla, Fonte: Diocesi di Novara)
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